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★ YuRi ★..QueL ChE Si Fa PeR aMoRe è SeMpRe aL Di Là DeL BeNe & DeL MaLe.. 2月2日 PoSt aRiCCiA
(...)Profonde gioie del vino, chi non vi ha conosciute? Chiunque abbia avuto un rimorso da placare, un ricordo da evocare, un dolore da annegare, un castello in aria da innalzare, tutti, insomma, ti hanno invocato, dio misterioso nascosto nelle fibre della vigna. Grandi sono gli spettacoli del vino, illuminati dal sole interiore! Vera e ardente questaseconda giovinezza che l'uomo vi attinge! Ma anche, quanto temibili le sue folgoranti volontà e i suoi snervanti incantesimi. E tuttavia, dite, giudici, legislatori, uomini di mondo, voi tutti che la felicità rende miti, a cui la fortuna rende facili la virtù e la salute, dite, nel vostro animo, nella vostra coscienza, chi avrebbe il coraggio impietoso di condannare l'uomo che attinge del genio? Tra l'altro, il vino non è sempre questo terribile lottatore sicuro della propria vittoria, e che ha giurato di non avere né pietà né mercé. Il vino è simile all'uomo: non si saprà mai fino a che punto si può stimarlo e disprezzarlo, amarlo e odiarlo, né di quante azioni sublimi o di mostruosi misfatti è capace. Non siamo dunque più crudeli verso di lui che verso noi stessi, e trattiamolo come nostro pari. Talvolta mi sembra di intendere il vino che dice-Parla con la propria anima, con quella voce propria degli spiriti che è intesa solo dagli spiriti.-«Uomo, mio beneamato, voglio far giungere fino a te, a dispetto della mia prigione di vetro e dei miei chiavistelli di sughero, un canto pieno di fraternità un canto pieno di gioia, di luce e di speranza. Non sono affatto ingrato; so che ti devo la vita. So quanto ti è costato di fatica e di sole sulle spalle. Mi hai dato la vita, sarai ricompensato. Ti pagherò largamente il mio debito; perché provo una gioia straordinaria quando cado in fondo a una gola alterata dal lavoro. Il petto di un uomo onesto è il soggiorno che preferisco molto di più delle cantine melanconiche e insensibili. È una tomba gioiosa dove il mio destino si compie con entusiasmo. Nello stomaco del lavoratore faccio un gran trambusto, e di qui, da scale invisibili, gli salgo al cervello dove eseguo la mia danza suprema. «Senti agitarsi in me e risuonare i potenti ritornelli dei tempi antichi, i canti dell'amore e della gloria? Sono l'anima della patria, sono per metà galante, per metà militare. Sono la speranza delle domeniche. Il lavoro rende i giorni prosperi, il vino le domeniche felici. Con i gomiti sulla tavola casalinga, le maniche rimboccate, mi renderai straordinaria gloria e sarai veramente contento. «Farò brillare gli occhi della tua anziana moglie, la vecchia compagna dei tuoi dispiaceri quotidiani e delle tue più antiche speranze. Le renderò tenero lo sguardo e metterò al fondo della sua pupilla il lampo della giovinezza. E al tuo caro piccino, così palliduccio, a questo piccolo asinello aggiogato alla stessa fatica del cavallo da tiro, renderò i bei colori della sua culla, e sarò per questo nuovo atleta della vita l'olio che rassodava i muscoli degli antichi lottatori. «Cadrò al fondo del tuo petto come un'ambrosia vegetale. Sarò il seme che fertilizza il solco dolorosamente scavato. Il nostro intimo incontro creerà la poesia. In due faremo un sol Dio e volteggeremo verso l'infinito, come gli uccelli, le farfalle, i fili di ragno dei campi, i profumi e tutto ciò che è alato». Ecco cosa canta il vino nel suo misterioso linguaggio. Guai a colui il cui cuore egoista e sordo ai dolori dei fratelli non ha mai inteso questa canzone!(...) ChArLeS BauDeLaiRe, PaRaDiSi aRTiFiCiaLi
1月20日 ...(...) E' il timore profondamente sospettoso di un pessimismo immedicabile che costringe interi secoli ad attaccarsi coi denti a una interpretazione religiosa dell'esistenza; la paura di quell'istinto, il quale presagisce che si potrebbe essere troppo presto in possesso della Verità, prima che l'uomo sia divenuto abbastanza forte, abbastanza duro, abbastanza artista... La religiosità, la "vita di Dio", considerate da questo punto di vista, apparirebbero il più raffinato e ultimo prodotto del timore della Verità, l'adorazione e l'ebbrezza dell'artista di fronte alla più conseguente di tutte le falsificazioni, la volontà di capovolgere il Vero..la volontà di non verità a qualsiasi prezzo! (...)
FriEdRiCh NiEtZsChE, aL Di Là DeL BeNe & DeL MaLe.
Risposta all'Angelus. 12月17日 PrOpRiEtA' & SoCiEtA' CiViLe"Il primo che, cintato un terreno, pensò di affermare, questo è mio, e trovò persone abbstanza ingenue da credergli fu il vero fondatore della società civile.
Quanti delitti, quante guerre, quante uccisioni, quante miserie e quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i paletti o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: "Guardatevi dall'ascoltare questo impostore. Se dimenticate che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno, voi siete perduti".
JeAn-JaCqUeS RoUssEaU 12月9日 De BeLLuM CiViLi![]() Un sincero, sincerissimo omaggio ai tifosi del Livorno Calcio che hanno ricordato con 5 minuti si silenzio le 6 morti bianche in 48 ore avvenute a Torino, Cassino e Bisaccia.
5 minuti ufficiosi, perchè l'ufficialità di un minuto di silenzio prima di una stronzissima partita è relegata ad al altro..è per chi muore in guerra, dicono, è per quelli che sono contati veramente qualcosa, pare, per quelli che riempiono le prime pagine gonfiando d'orgoglio i petti di chi ha versato anche solo una lacrima o l'ha sfiorato col pensiero distrattamente. Perchè l'Italia mia di lacrime preferisce riempire un fazzoletto mentre si sta seduti su un divano e si stia godendo le tragedie dei ragazzi di Amici, oppure, chi sa, di fronte alla menzogna fatta su misura per emozionarsi. Ma no, no. Sapete il G8..siamo grandi Italia, oggi. Possediamo una cultura europea, noi. Interveniamo nei conflitti interni esteri perchè siamo permeati di tanta grande democrazia e senso civico e, perchè no, "buon senso" che rischiamo di scoppiare ed elargiamo la nostra abbondanza altrove. Siamo generosi, noi. Noi fascisti. Perchè un'Italia che non vuole ricordare se non eroi e si fonda ancora sui rapporti di onore e di orgoglio non può non essere definita tale. Io allora, mi voglio mettere sullo stesso piano delle declamazioni grandiose piene di parole encomiastiche. Onoriamo tutti i giorni chi è vittima di questa oligarchia che non vi fa vedere, che vi modella coccolandovi tra le braccia dei problemi che avete ogni secondo della vostra vita. Onoriamo con tutta la nostra forza, la nostra rabbia, la nostra indignazione, la nostra violenza questi uomini che non saranno più, lasciando orfani i suoi figli a cui un giorno qualcuno dovrà spiegare il perchè, vedove le mogli che saranno compensate della mancanza del proprio marito con un assegno di merda col quale vorrebbero pulircisi il culo se non fosse per la sua improrogabile necessità. C'è forse lo spazio per l'onore, per l'orgoglio in questa donna? E in voi, per cosa c'è spazio? Avete la forza di incazzarvi lo stesso quando l'argomento non vi tocca? Quando il babbo e la mamma di certo non si sporcano le mani d'olio e non possono certo rimaner bruciati in un'acciaieria? Nell'ufficio del papi tutti gli estintori sono in regola. E dunque? poracci quegli operai...nel migliore dei casi. Bene, voi, immaginiate di vivere una guerra quando vedete un'impalcatura ad una distanza di 2 metri dalla vostra finestra, con i soldati che camminano avanti e indietro, fanno la ronda per voi..muoiono per voi..ne muoiono nel 2007, 986, 24673 restano invalidi, 986936 si infortunano per voi..per il calore delle vostre pareti quando si torna a casa e per la comodità sulla quale riposate dallo stress di una giornata passata tra clacson e semafori perchè ancora non avete fatto il regalo di Natale, lo stesso che 6 uomini non potranno mai più fare ai loro figli nè alle loro donne. 12月2日 DeL NoN EssErEFr 82 B 3 DK (Sesto Empirico, Contro i matematici, VII, 65-87) Gorgia da Leontini fu anche lui del gruppo di coloro che escludono una norma assoluta di giudizio; non però per le stesse obbiezioni che muoveva Protagora e la sua scuola. Infatti nel suo libro intitolato Del Non essere o Della natura egli pone tre capisaldi, l’uno conseguente all’altro: 1) nulla esiste; 2) se anche alcunché esiste, non è comprensibile all’uomo; 3) se pure è comprensibile, è per certo incomunicabile e inspiegabile agli altri. (66) Che nulla esiste, lo argomenta in questo modo: ammesso che qualcosa esista, esiste soltanto o ciò che è o ciò che non è, ovvero esistono insieme e ciò che è e ciò che non è. Ma né esiste ciò che è, come dimostrerà, né ciò che non è, come ci confermerà; né infine, come anche ci spiegherà, l’essere e il non essere insieme. Dunque, nulla esiste. (67) E invero, il non essere non è; perché, supposto che il non essere sia, esso insieme sarà e non sarà; ché in quanto è concepito come non essere, non sarà, ma in quanto esiste come non esistente, a sua volta esisterà; ora, è assolutamente assurdo che una cosa insieme sia e non sia; e dunque, il non essere non è. E del resto, ammesso che il non essere sia, l’essere non esisterà piú; perché si tratta di cose contrarie tra loro; sicché se del non essere si predica l’essere, dell’essere si predicherà il non essere. E poiché l’essere in nessun modo può non essere, cosí neppure esisterà il non essere. (68) Ma neppure esiste l’essere. Perché se l’essere esiste, è o eterno o generato, oppure è insieme eterno e generato; ma esso non è né eterno, né generato, né l’uno e l’altro insieme come dimostreremo; dunque l’essere non esiste. Perché se l’essere è eterno (cominciamo da questo punto), non ha alcun principio. (69) Poiché ha un principio tutto ciò che nasce; ma l’eterno, essendo per definizione ingenerato, non ha avuto principio. E non avendo principio, è illimitato. E se è illimitato, non è in alcun luogo. Perché se è in qualche luogo, ciò in cui esso è, è cosa distinta da esso; e cosí l’essere non sarà piú illimitato, ove sia contenuto in alcunché; perché il contenente è maggiore del contenuto, mentre nulla può esser maggiore dell’illimitato; dunque l’illimitato non è in alcun luogo. (70) E neppure è contenuto in se stesso. Perché allora sarebbero la stessa cosa il contenente e il contenuto, e l’essere diventerebbe duplice, cioè luogo e corpo; essendo il contenente, luogo, e il contenuto, corpo. Ma questo è assurdo. Dunque l’essere non è neppure in se stesso. Sicché se l’essere è eterno, è illimitato; se è illimitato, non è in alcun luogo; e se non è in alcun luogo, non esiste. Ammessa dunque l’eternità dell’essere, si conclude all’inesistenza assoluta. [Con ragionamenti analoghi Gorgia dimostra che l’Essere non può nemmeno essere generato (par. 71) e nemmeno “eterno e generato insieme” (par. 72). Se comunque l’Essere esistesse dovrebbe essere uno o molteplice, ma non è nessuna delle due cose (parr. 73-74)]. Resta cosí dimostrato che né l’essere, né il non essere esistono. (75) Che poi neppure esistano ambedue [l’Essere e il Non-essere] insieme, è facile a dedursi. Perché ammesso che esista tanto l’essere che il non essere, il non essere s’identificherà con l’essere, per ciò che riguarda l’esistenza; e perciò, nessuno dei due è. Infatti, che il non essere non è, è già convenuto; ora si ammette che l’essere è sostanzialmente lo stesso che il non essere; dunque, anche l’essere non sarà. (76) E per vero, ammesso che l’essere sia lo stesso che il non essere, non è possibile che ambedue esistano; perché se sono due, non sono lo stesso; e se sono lo stesso, non sono due. Donde segue che nulla è. Perché se l’essere non è, né è il non essere, né sono ambedue insieme, né, oltre queste, si può concepire altra possibilità, si deve concludere che nulla è. (77) Passiamo ora a dimostrare che, se anche alcunché sia, esso è, per l’uomo, inconoscibile e inconcepibile. Se infatti, come dice Gorgia, le cose pensate non sono esistenti, ciò che esiste non è pensato. Questo è logico; per esempio, se di cose pensate si può predicar la bianchezza, ne segue che di cose bianche si può predicare la pensabilità; e analogamente, se delle cose pensate si predica l’inesistenza, delle cose esistenti si deve necessariamente predicare l’impensabilità. (78) Per il che, è giusta e conseguente la deduzione, che “se il pensato non esiste, ciò che è non è pensato”. E invero, le cose pensate (rifacciamoci di qui) non esistono, come dimostreremo; dunque, l’essere non è pensato. Che le cose pensate non esistano, è evidente: (79) infatti, se il pensato esiste, allora tutte le cose pensate esistono, comunque le si pensino; ciò che è contrario all’esperienza: perché non è vero che, se uno pensa un uomo che voli, o dei carri che corran sul mare, subito un uomo si mette a volare, o dei carri a correr sul mare. Pertanto il pensato non esiste. (80) Inoltre, se si ammette che il pensato esiste, si deve anche ammettere che l’inesistente non può esser pensato; perché i contrari hanno predicati contrari; e il contrario dell’essere è il non essere. E perciò in via assoluta, se dell’esistente si predica l’esser pensato, dell’inesistente si deve predicare il non esser pensato. Il che è assurdo, perché per esempio e Scilla e Chimera e molte altre cose inesistenti sono pensate. E dunque, ciò che esiste non è pensato. (81) E come, ciò che si vede, in tanto si dice visibile, in quanto si vede; e quel che si ode, in tanto si dice udibile, in quanto si ode; né noi respingiamo le cose visibili pel fatto che non si odano, né ripudiamo le udibili pel fatto che non si vedano (ché ciascuna dev’esser giudicata dal senso che le corrisponde, non da un altro), cosí anche le cose pensate, se pur non si vedano con la vista né si odano con l’udito, esisteranno, in quanto sono concepite dall’organo di giudizio che è proprio di esse. (82) Se dunque uno pensa dei carri che corran sul mare, anche se non li vede, deve credere che ci siano carri che corron sul mare. Ma questa è un’assurdità; dunque l’esistente né si pensa, né si comprende. Gorgia passa quindi a “dimostrare” che se l’esistente potesse essere pensato e compreso non potrebbe comunque essere comunicato (parr. 83-84). Prosegue poi con una interessante definizione del linguaggio]. (85) [...] Perché la parola, dice Gorgia, è l’espressione dell’azione che su noi esercitano i fatti esterni, cioè a dire le cose sensibili; per esempio, dal contatto col sapore, ha origine in noi la parola conforme a questa qualità; e dall’incontro col colore, la parola conforme al colore. Posto questo, ne viene che non già la parola spiega il dato esterno, ma il dato esterno dà significato alla parola. (86) E neppure è possibile dire che, a quel modo che esistono oggettivamente le cose visibili e le udibili, cosí esista anche il linguaggio; sicché, esistendo anch’esso come oggetto, abbia la proprietà di significare la realtà oggettiva. Perché, ammesso pure che la parola sia oggetto, egli dice, tuttavia differisce dagli altri oggetti; e soprattutto differiscono, dalle parole, i corpi visibili; perché altro è l’organo, con cui si percepisce il visibile, ed altro quello, con cui si apprende la parola. Pertanto, la parola non può esprimere la massima parte degli oggetti, cosí come neppure questi possono rivelare l’uno la natura dell’altro. (87) Di fronte a tali quesiti insolubili, sollevati da Gorgia, sparisce, per quanto li concerne, il criterio della verità; perché dell’inesistente, dell’inconoscibile, dell’inesprimibile non c’è possibilità di giudizio. 11月29日 ThE ShOw MuStN't Go On!"Tifoso della As Roma, Ultras della Curva Sud, semplice utente di questo calcio industria o illuso e romantico sostenitore di un ideale e di uno stile di vita, a te rivolgiamo queste righe per spiegare il perché, domenica prossima in occasione di Roma -Udinese, la Curva Sud dovrà rimanere vuota di passione e di persone. La morte di Gabriele Sandri sembra si stia dimenticando, superata e sepolta da un sistema deviato che salvaguarda se stesso ed i propri interessi a discapito di tutto il resto. Tutto viene e sarà stravolto, distrutto e ricostruito con l' unico obiettivo di essere strumento per i classici e soliti giochi di potere; è quello che sta accadendo, ora come sempre. In un paese dove " la legge è uguale per tutti ", ma non tutti sono uguali davanti alla legge, siamo ancora una volta spettatori di una nuova ingiustizia e, di vederci ennesimamente puntati contro i riflettori di un opinione pubblica strumentalizzata da stampa, massmedia e lobby di potere. L' Ultras va eliminato, perchè le curve sono oasi di pensiero libero e non omologato, in una società vuota di valori e lobotomizzata; sono un terreno non ancora massificato ed instradato nei soliti binari degli interessi, un terreno che non fa certo comodo a chi tutto controlla. C' erano una volta le coreografie, i colori, le bandiere e gli striscioni, ricordi di una curva che ci hanno accompagnato da sempre e che oggi con tutta questa repressione diventeranno sempre più ricordi sbiaditi. Da qui oggi nasce la nostra riflessione e presa di coscienza che ci porta a rimanere fuori, non solo dalla Curva ma anche da questo stato di cose; ed è quello che chiediamo ad ognuno di voi, di riflettere, ricordare e iniziare a comportarsi come ognuno ritiene più giusto in un momento decisamente delicato. Non ci troverete fuori i cancelli della Sud domenica, perchè a qualcuno farebbe comodo dire che la nostra prepotenza ha lasciato la curva vuota e, per non far parlare ancora chi dovrebbe una volta tanto nella vita farsi da parte, almeno ora. L' unica possibilità per salvare la propria dignità e i propri diritti, passa attraverso la scelta di ognuno di noi che siamo allo stesso tempo complici e vittime di questo circo, che lasciato solo è destinato ad estinguersi. L' appuntamento è domenica alle 14 al Circo Massimo con sciarpe e bandiere uniti nel pensiero, nella passione e negli ideali per tifare la nostra Roma........visto che di circo si parla. Che oggi lo spettacolo abbia inizio... Ma senza di noi! "
I GRUPPI DELLA SUD ![]() 11月25日 BrEvE & CoNCiSoQuesto perverso terrorismo mediatico deve finire. Questa stampa che indirizza milioni di italiani verso quello che dovrebbe essere il "bene" deve finire.
Che, per favore, gente come Mattioli torni a parlare di sviste arbitrali e di bei gol...non si può e non si devono tollerare più questi giudizi imparziali che sconfinano l'esile campo di calcio. Mi sto riferendo ai fischi durante il minuto di silenzio in Livorno-Sampdoria in "onore" di Daniele Paladini, il militare italiano ucciso in Afghanistan. Ho sentito parlare di "censura" e ancora di "indignazione" per il gesto, più rappresentativo che pratico, di un centinaio di tifosi livornesi: volete costringerci a giudicare qualcosa di simile come turpe e vergognoso e magari con i più sempliciotti ci riuscite pure..ma io rifiuto il minuto di silenzio per un portatore di morte rappresentante di una nazione in guerra fiancheggiatrice di una campagna coloniale a livello mondiale. Nessuno tace mentre centinaia dei vostri nemici muiono ogni giorno. Nessuno muore sembra. E invece via a cerimonie ufficiali, gente imbellettata, onori civili e militari, medaglie.."la morte di un membro di una spedizione pacifica atta ad istituire una democrazia per la libertà di un popolo" chiamiamola "la morte di un soldato con un mitra in mano costretto a combattere la 3^ Guerra Mondiale senza che nessuno nella patria natia si ricordi che di tale proporzione si tratta, che la pace è solo una bella apparenza dietro cui c'è solo tanto sangue mediorientale con qualche globulo rosso di origine europea che saltella qua e là". 11月5日 De iMMiGrATiOArgomento estremamente delicato quello dei rom nella Capitale. Argomento del quale, come ogni notizia che entra a far parte del colloquiare quotidiano, subisce tante di quelle opinioni distorte che solo chi vive veramente il problema può saper distinguere, solo chi ne parlava PRIMA della tragedia di Tor di Quinto. Eh si, perchè da un po' di anni a questa parte si ha questa perversa tendenza a far salire alla ribalta i problemi del piano sociale solamente di fronte ad un turning point di fronte al quale c'è indignazione, orrore e posizioni delle più disparate con il minimo comune multiplo di divenire più particolari senza aggiungere molto, quasi per autostima professionale (fin tanto che ti ritrovo Giletti a filosofeggiare di etica sociale). Un grande problema questo, IL problema. Perchè la gente che ogni giorno vive a contatto con una metropoli cosmopolita quale è Roma e non OZIA dietro scrivanie evidentemente ed esponenzialmente sempre più inutili, SA. Quelli che lavorano, girano, passeggiano, tornano, vanno, e chi più ne ha più ne metta, contengono nella loro persona già il nucleo del problema..e così si va dalla vecchietta sulla autobus con le sue teorie della serie "se stava mejo quanno se stava peggio" o al contro pregiudiziale accanito che svela la sua stupidità nell'essersi rifugiato in una specie di altro precocetto egualmente meschino e condannabile.
Tra le membra di questa città, che respira aria di Kebab e ascolta musiche etniche nomadi, vi suono luoghi, vi sono individui, vi sono intere comunità sociali con le quali interagendo, si ha l'aspra sensazione che "lì il potere razionale-legale, ordinario e impersonale" non sia mai giunto..che ci siano una sorta di "sorpasso" in una "pseudo gerarchia" che si fonderebbe, nell'inconscio della gente comune, sull'atto di nascita effettivo e sul luogo di questa; sintetizzando in parole più umili:
perchè mai quello che dovrebbe essere un nostro ospite acquisisce sempre più la consapevolezza de potè fa come je pare?
La mia posizione è sempre stata quella del dire che uno Stato civilmente avanzato come il nostro alla fine si svela fine a se stesso, cioè non sa far comprendere i meccanismi che sono costati centinaia di anni di lotte e sangue a soggetti esterni ma allo stesso tempo interni ad esso..come mettere un cartello oltre il quale vedi l'anarchia più becera e compiacente, con su scritto "la legalità finisce qui, lo Stato finisce qui". Mi capitava ieri sera di vedere un innocente straniero fermato da una pattuglia della polizia che gli ha perquisito credo una busta di plastica che conteneva vestiti..direte: "e beh? è nel fare comune una cosa del genere, non deve stupire.." Ma dove erano quando hanno ucciso quella donna? Dove sono quando hai paura a camminare per la strada o la cambi per timore di un'aggressione? Dove cazzo siete???? Leggevo del fatto che gli "agenti sono lasciati soli", che ci sono troppi pochi fondi etc. etc. Pensavo a quante volte mi abbiano fermato per pseudo possesso di hashish (tradotto "mai cioccato") mentre qualche grido inascoltato squarciava l'aria umida di Roma. Pensavo quanto fossero inutili le guardie etc etc entrerei nel retorico, non entriamo nei particolari..non ricordiamogli quanto sono merde di teppisti in divisa senza neanche il più benchè minimo concetto di quello che fanno nella realtà quotidana e con il mondo che si trovano attorno.
Comunque, scusate lo sfogo, tralasciando l'effettiva trascuratezza dei "filtri" che dovrebbero funzionare tra due paesi dell'Unione Europea nel fenomeno dell'immigrazione/emigrazione, tralasciando anche quelle porcate di manifestazioni neofasciste che ancora insozzano di vergogna le strade della mia città e non ("Italia agli italiani" P.S. oltre che ridicoli, ma non voglio neanche considerarvi, la mancanza di originalità è qualcosa che sta divenendo veramente preoccupante..lasciateli sta i regazzini che crescono nelle case popolari e divengono così solo xkè "lui almeno l'ha fatte e mo invece se morimo de fame"), tralasciando anche Giletti, direi che finalmente si possa introdurre qualche criterio in più nel vivere civile che permetta una convivenza ormai impossibile a queste condizioni..un'apertura di dialogo che permetta agli individui invisibili che abitano a migliaia in Roma, di sentirsi e di farci sentire che sono all'interno di un sistema democratico nel quale non c'è possibilità di xenofobia poichè c'è il riconoscimento di valori che volente o nolente un cittadino estero DEVE condividere o perlomeno rispettare nello stato di cui è ospite (come l'americano di stamattina che attraversa col rosso la Gianicolense col sorriso da coglione che gli vorresti staccare la testa a morsi).
Vabbè me sto accollà..buonanotte a tutti, belli e brutti (ma nn esageratamente) 10月25日 Ai FuTuRi GiURiSTiDobbiamo ora parlare dell’equità e dell’equo, e determinare in che rapporto stanno l’equità con la giustizia e l’equo con il giusto. Se, infatti, si esaminano attentamente, risulta manifesto che non sono senz’altro la stessa cosa e che tuttavia non differiscono di genere. A volte noi [35] lodiamo ciò che è equo e l’uomo equo, di modo che anche quando lodiamo le altre qualità noi [1137b] usiamo metaforicamente il termine di "equo" al posto di "buono", indicando con "più equo", ciò che è più buono. A volte invece, ragionando coerentemente, ci appare strano che l’equo, che è qualcosa di ulteriore rispetto al giusto, sia tuttavia degno di lode: infatti, se sono diversi, o il giusto non è buono o l’equo non è [5] giusto; o se entrambi sono buoni, essi sono la stessa cosa. Dunque, queste pressappoco sono le considerazioni da cui nasce l’aporia che concerne la nozione di equo, e in un certo senso sono tutte corrette e per nulla in contraddizione tra loro. In effetti, l’equo, pur essendo superiore ad un certo tipo di giusto, è esso stesso giusto, ed è superiore al giusto pur non costituendo un altro genere. [10] Per conseguenza, giusto ed equo sono la stessa cosa, e, pur essendo entrambi buoni, è l’equo che ha più valore. Ciò che produce l’aporia è il fatto che l’equo è sì giusto, ma non è il giusto secondo la legge, bensì un correttivo del giusto legale. Il motivo è che la legge è sempre una norma universale, mentre di alcuni casi singoli non è possibile trattare correttamente in universale. Nelle circostanze, dunque, in cui [15] è inevitabile parlare in universale, ma non è possibile farlo correttamente, la legge prende in considerazione ciò che si verifica nella maggioranza dei casi, pur non ignorando l’errore dell’approssimazione. E non di meno è corretta: l’errore non sta nella legge né nel legislatore, ma nella natura della cosa, giacché la materia delle azioni ha proprio questa intrinseca caratteristica. Quando, [20] dunque, la legge parla in universale, ed in seguito avviene qualcosa che non rientra nella norma universale, allora è legittimo, laddove il legislatore ha trascurato qualcosa e non ha colto nel segno, per avere parlato in generale, correggere l’omissione, e considerare prescritto ciò che il legislatore stesso direbbe se fosse presente, e che avrebbe incluso nella legge se avesse potuto conoscere il caso in questione. Perciò l’equo è giusto, anzi migliore di un certo tipo di giusto, [25] non del giusto in senso assoluto, bensì del giusto che è approssimativo per il fatto di essere universale. Ed è questa la natura dell’equo: un correttivo della legge, laddove è difettosa a causa della sua universalità. Questo, infatti, è il motivo per cui non tutto può essere definito dalla legge: ci sono dei casi in cui è impossibile stabilire una legge, tanto che è necessario un decreto. Infatti, di una cosa indeterminata anche [30] la norma è indeterminata, come il regolo di piombo usato nella costruzione di Lesbo135: il regolo si adatta alla configurazione della pietra e non rimane rigido, come il decreto si adatta ai fatti. Che cosa è dunque l’equo, e che è giusto e migliore di un certo tipo di giusto, è chiaro. Da ciò risulta manifesto anche chi è l’uomo equo: [35] è equo infatti chi è incline a scegliere e a fare effettivamente cose di questo genere, e [1138a] chi non è pignolo nell’applicare la giustizia fino al peggio, ma è piuttosto portato a tenersi indietro, anche se ha il conforto della legge. Questa disposizione è l’equità, che è una forma speciale di giustizia e non una disposizione di genere diverso. 10月24日 RoMa-SpOrTiNg 2-1In una delle notti dei re si soffre e si lotta come schiavi liberti..e venne la gioia momentanea della libertà di essere felici e poi di nuovo giù, come scene già viste di un film saputo a memoria..non va non va..qualcuno posa a malincuore la sua corona e ripiega le sue vesti imperiali sopra le ginocchia, smarrimento e alienazione..perdita d'identità:
ci risiamo...
Girati a destra e a sinistra non ci riconosciamo più e qualcuno crede essere altrove.
E poi scese il Re del Montenegro, quello con espressioni fredde e poche parole...quello che avevano provato a spodestare..quello che fa bene solo alla sua patria..china la testa combatte suda più degli altri, deve essere suo quel momento, se lo merita ma finora il destino lo ha ignorato o meglio, ha giocherellato con lui..
Colpo delicato, ostacolo davanti spostato della serie: "non sarai tu a non farmi rinascere e rivincere"...palla decentrata: la metto in mezzo? la passo indietro?
Una volta fui superbo ed ebbi tante soddisfazioni..perchè non riprovare questa sensazione..un rischio si, ma quanta anonimità sotto questi ponti..quanti trattamenti da comune meteora annuale..quanta indifferenza sopra questo nome..
Sognare e capire di non farlo mentre giochi ad acchiapparella sotto la Sud e mentre senti il dolce sapore di una vendetta amara per chi non ci credeva!
VENI VIDI VUCINIC!!
10月18日 GuTe NaChT!La notte abbaglia e non molla mentre scorre l'inutilità di qualcosa di programmato..dormire per poi dimenticarsi di sognare, bella cazzata..dormire per poi ritrovarsi a combattere con un cuore che non dimentica e con coperte a mò di bozzolo..quasi morire ed accettare di farlo senza indugi. Come fate a svegliarvi, curiosi abitanti del giorno?
"sognami se nevica..sognami sono nuvola..sono vento e nostalgia..sono dove vai" 10月15日 1° SeMeStRe
Docente: Pietro Montani
Argomento del corso: Il piacere estetico
Presentazione del corso: Kant, il fondatore dell'estetica moderna, considerava l'opera d'arte come un'esperienza sensibile capace di coordinarsi con molti pensieri. Il piacere estetico, dunque, era per lui un ‘piacere della comprensione'. Ma questa interpretazione è ancora adeguata ai nostri tempi? Il corso intende approfondire specificamente il problema del piacere estetico sullo sfondo delle trasformazioni che l'esperienza artistica ha registrato nell'epoca dell'amministrazione tecnica e biopolitica dei processi di globalizzazione. Il corso è diviso in due moduli - introduttivo il primo, tematico il secondo - che sarebbe opportuno seguire integralmente, anche se è possibile prepararli separatamente.
Un'introduzione all'estetica: la questione del sentimento di piacere
Presentazione: Il modulo si soffermerà su questi argomenti: il piacere estetico come sentimento fondativo; gradazioni del piacere estetico (riflessione, cognizione, comprensione, comunicazione); gli aspetti ‘negativi' del piacere (pathos, spaesamento, spossessamento, malinconia, lavoro del lutto).
Programma d'esame:
Tre testi obbligatori:
I. Kant, Critica della facoltà di giudizio, Einaudi, Torino 1999 (passi scelti). F. Nietzsche, La nascita della tragedia, Adelphi, Milano 1989 (passi scelti). S. Freud, Lutto e malinconia, Boringhieri, Torino; oppure: Al di là del principio di piacere, Boringhieri, Torino 1980. Un testo da scegliere tra: S.M. Ejzenstejn, La natura non indifferente, Marsilio, Venezia 2003 (passi scelti). T.W. Adorno, Note per la letteratura, Einaudi, Torino 1979 (passi scelti). H.G. Gadamer, Verità e metodo, Bompiani, Milano 2002 (passi scelti). H.R. Jauss, Apologia dell'esperienza estetica, Einaudi, Torino 1985. J.-F. Lyotard, Anima minima. Sul bello e il sublime, Pratiche, Parma 1995. F. Schiller, Educazione estetica, Aesthetica, Palermo 2005.
Docente: Paolo Francesco Mugnai
Argomento del corso: Cosmologia e infinito nel pensiero di Giordano Bruno
Presentazione del corso: Il corso vuole approfondire la proposta bruniana di una cosmologia nuova ed in particolare il tema dell’infinito universo collocandolo nel quadro del pensiero rinascimentale. Particolare attenzione verrà riservata sia alle vicende della biografia e della formazione intellettuale del Nolano, che bene chiariscono il senso del suo slancio innovatore, sia alla stretta relazione fra il De infinito e gli altri cinque Dialoghi italiani. Necessario sarà l’esame della polemica con il pensiero della “volgar filosofia” aristotelica,nonché i rapporti con la nuova scienza. Il corso si articola in due moduli ambedue tenuti nel primo semestre, chi voglia seguire un solo modulo deve scegliere il primo. L’infinito bruniano in relazione con il pensiero rinascimentale
Programma d'esame:
G. Bruno, Del’infinito, universo e mondi (Premiale epistola, Dialoghi primo e secondo) Edizione consigliata: G. B., Opere italiane, UTET, Torino 2002 (ora disponibile in edizione economica) vol. II, pp. 9-86. G. Aquilecchia, Nota filologica, a G. B., Opere italiane , UTET, Torino 2002, vol. I, pp. 223-256. M. A. Granada, Introduction, a G. B., De l’infini, de l’univers et des mondes, in Oeuvres Complètes, vol.IV, Les Belles Lettres, Paris 1995, pp. IX-LXXVII. M.A. Granada, Il rifiuto della distinzione fra potentia absoluta e potentia ordinata di Dio el’affermazione dell’universo infinito in Giordano Bruno « Rivista di Storia della » filosofia”, 1994/3, pp. 495-532. A. Ingegno, l’universo infinito e l’animazione universale, in Storia della filosofia (3.Dal Quattrocento al Seicento) , a cura di Pietro Rossi e Carlo A. Viano, Laterza, Bari 1995, pp.209-228.
Docente: Daniele Guastini
Presentazione: Il modulo intende ripercorrere alcune successive declinazioni - latina, cristiana e poi moderna - del concetto greco di philia, per individuarne le basilari trasformazioni
Programma d'esame:
Aristotele, Etica nicomachea, Libri VIII-IX (consigliata ed. con testo a fronte Bompiani). Cicerone, De amicitia (consigliata ed. con testo a fronte Rizzoli BUR). Agostino, Le confessioni, Libro IV (consigliata ed. con testo a fronte Einaudi). C. Schmitt, Amleto o Ecuba. L'irrompere del tempo nel gioco del dramma (1956), Il Mulino, Bologna 1983.
Docente: Stefano Petrucciani
Argomento del corso: Concetti politici: potere, dominio, ideologia
Presentazione del corso: Il corso si articola in una parte generale, che illustra le principali teorie e i più importanti concetti della filosofia politica, e in una parte monografica, che verte attorno ai temi del potere, del dominio e dell'ideologia soffermandosi sul modo in cui essi sono stati discussi da alcuni autori nel dibattito che si è sviluppato dagli ultimi decenni del Novecento fino a oggi. Il modulo del 1. semestre riguarda alcuni aspetti della discussione intorno ai concetti di potere e di Stato. Il modulo del 2. semestre concerne la questione della natura del potere e una prospettiva di analisi delle sue concrete articolazioni nel sistema dell'economia-mondo. Teorie del potere
Programma d'esame:
S. Petrucciani, Modelli di Filosofia politica, Einaudi, Torino 2003, pp. 1-163.
Parte monografica: A. Costabile, Il potere politico, Carocci, Roma 2002. S. Lukes, Il potere. Una visione radicale, Vita e Pensiero, Milano 2007. C. Offe, Lo Stato nel capitalismo maturo, Etas Kompass, Milano 1977 (Introduzione e capp. 1,2,3,4,5).
Docente: Emidio Spinelli
Argomento del corso: Della filosofia antica: introduzione e variazioni etiche
Presentazione del corso: Il corso sarà così articolato: 1. Nel primo semestre verrà fornita un’introduzione complessiva ai principali autori/movimenti della filosofia antica, condotta attraverso il costante ricorso a una lettura antologica di brani scelti, con particolare attenzione, da una parte, alla ricostruzione ‘storiografica’ offerta da Aristotele nel primo libro della Metafisica e, dall’altra in modo generale, ai fondamentali contesti terminologici e concettuali del pensiero antico; 2. Nel secondo semestre sarà esaminato, con lettura e commento analitico dell’Epistola a Meneceo e di altri testi rilevanti (in particolare dal De rerum natura di Lucrezio), il valore storico e teorico del ‘messaggio morale’ di Epicuro, con particolare attenzione ai temi della felicità/eudaimonia e della amicizia/philia. Sul pensiero antico: una lettura introduttiva
Programma d'esame:
Aristotele, Il libro primo della “Metafisica”, a cura di E. Berti-C. Rossitto, Laterza, Roma-Bari 2005. E. Berti, Struttura e significato della “Metafisica” di Aristotele, a cura di I. Yarza, Edusc, Roma 2006. R.L. Cardullo, Aristotele. Profilo introduttivo, Carocci, Roma 2007. Una serie di saggi di autori vari (A. Laks, M. Vegetti, E. Berti, A.M. Ioppolo, E. Spinelli, F. Ferrari, A. Linguiti, S. Fazzo) in Nuove prospettive di ricerca sul pensiero antico, “Paradigmi”, 62 (2003), pp. 227-382 [disponibili presso il Centro Fotocopie di Villa Mirafiori]. Preparazione sulla storia della filosofia antica (per l’esattezza la filosofia pagana, dai Presocratici al VI sec. d.C.), secondo le seguenti modalità: - chi sostiene l’esame di filosofia antica per la prima volta deve prepararsi, con estrema cura, su M. Bonazzi-L. Cardullo-G. Casertano-E. Spinelli-F. Trabattoni, Filosofia antica, Raffaello Cortina Editore, Milano 2005; 10月7日 L'uOmO & iL MaReUomo libero, sempre tu amerai il mare! Il mare è il tuo specchio; tu miri, nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima. Il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine; tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia, e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio. Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti: uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi; mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete, tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero. E tuttavia sono innumerevoli secoli che vi combattete senza pietà né rimorsi, talmente amate la carneficina e la morte, eterni lottatori, fratelli ChArLeS BaUdELaiRe 9月19日 ReSpiRaNdO.. Stanco...stanco di arrovellarmi sul modo di vivere una giornata per poi scoprire che in fondo non era tanto dissimile dalla precedente..quanto è stancante il nulla. Stanco della morale da animali d'armento..vagare senza più credere..nulla è degno di attenzione. Stanco di vite di belle apparenze, di immagini senza un perchè e senza memoria..stanco dei sorrisi stanchi che confondono la vita..stanco dei numeri privati e di cercare un senso nelle canzoni..stanco di questa dipendenza nicotinoide che rende il raziocinio nullo e subdola anche la miglior resistenza, che in fondo non c'è..bisogna fa' qualcosa. Degenerazioni volute..perchè mi chiedo, un perchè non ho e allora? Allora "ci va bene così"..che importa..chi è che vede negli occhi una pupilla e non un iride? Ma se si espande ormai ci sei..sentirsi sempre mancare la terra sufficiente sotto i piedi..insaziabilità saziante..ridere dell'incredulità e del non capire comprensibile..ma che ce devo fa?
Buona Vita a tutti 8月20日 CiAo ViTa MiA..Io e te ne abbiam vista qualcuna - vissuta qualcuna ed abbiamo capito per bene - il termine insieme mentre il sole alle spalle pian piano ca giù e quel sole vorresti non essere tu e così hai ripreso a fumare - a darti da fare è andata come doveva - come poteva quante briciole restano dietro di noi o brindiamo alla nostra o brindiamo a chi vuoi l'amore conta l'amore conta conosci un altro modo per fregar la morte? nessuno dice mai se prima o poi e forse qualche dio non ha finito con noi l'amore conta io e te ci siam tolti le voglie ognuno i suoi sbagli è un peccato per quelle promesse oneste ma grosse ci si sceglie per farselo un pò in compagnia questo viaggio in cui non si ripassa dal via l'amore conta - l'amore conta e conta gli anni a chi non è mai stato pronto nessuno dice mai che sia facile e forse qualche dio non ha finito con te grazie per il tempo pieno grazie per la te più vera grazie per i denti stretti i difetti per le botte d'allegria per la nostra fantasia l'amore conta l'amore conta conosci un altro modo per fregar la morte? nessuno dice mai se prima o se poi e forse qualche dio non ha finito con noi l'amore conta l'amore conta per quanto tiri sai che la coperta è corta nessuno dice mai che sia facile e forse qualche dio non ha finito con te l'amore conta 8月12日 aL Di Là DeL BeNe & DeL MaLe284. Vivere con una immensa e superba imperturbabilità; sempre al di là -. Avere e non avere a proprio talento le nostre passioni, il nostro pro e contro, concederci per qualche ora ad esse, su di esse assiderci come su cavalli o spesso come su asini - si deve infatti saper utilizzare tanto la loro stupidità quanto il loro fuoco. Conservarci i nostri trecento prosceni; e pure gli occhiali neri: giacchè esistono casi in cui nessuno deve guardarci negli occhi e ancor meno nei nostri <<fondali>>. E sceglierci come compagno quel vizio birboncello che ha nome cortesia. E restare padroni delle nostre quattro virtù, coraggio, perspicacia, simpatia, solitudine(...)
FriEdRiCh NiEtZsChE 7月17日 DeDiCaTo @ cHi RoLLaIo con i miei soci abbiamo gli occhi bordeaux Io con i miei soci abbiamo gli occhi bordeaux
I miei non son progetti come l'ingegner cane
Io con i miei soci abbiamo gli occhi bordeaux Io con i miei soci abbiamo gli occhi bordeaux
Fumano dottori meccanici e pure sbirri
Io con i miei soci abbiamo gli occhi bordeaux Io con i miei soci abbiamo gli occhi bordeaux
Ho il vizio di rompere e ricomporre sigarette
Io con i miei soci abbiamo gli occhi bordeaux Io con i miei soci abbiamo gli occhi bordeaux
cLuB DoGo
7月2日 AgOniAMorire come le allodole assetate
sul miraggio O come la quaglia passato il mare nei primi cespugli perchè di volare non ha più voglia Ma non vivere di lamento come un cardellino accecato GiUsEppE UnGaReTTi 6月8日 uLtiMo GiOrNo Di LiCeO"Quando l'ultimo giorno di scuola dell'ultimo anno di liceo,
suona la campanella dell'ultima ora di lezione,
sei sicuro che quello sia l'ultimo secondo della tua adolescenza"
![]() 5 anni sono lunghissimi e dentro al Virgilio passano più lentamente che altrove: ci arrivi con gli occhi di un bambino sperduto tra quei corridoi, aule, scale e finisci col concepire ogni angolo come familiare. Sembra passata un'intera vita dal discorso della Bornoroni in Aula Magna rivolto ai quartini e l'assegnazione della classe con la Bertolini che c'introduceva in quel mondo sconosciuto: le espressioni di Alberto, Adriano e Lucrezia, molte facce nuove e Caterina che entra mezz'ora dopo perchè ha sbagliato classe.
![]() I test conoscitivi, il "grunge" di Lorenzo e Federico e Giorgia che sembrava una ripetente: le esercitazioni sul quaderno dell'alfabeto greco e tanto cazzeggio da credere di vivere una favola..il 780 a viale Trastevere con Marzia e Sara e i disegni di Marcello..Flaminia e Patriçia al banco davanti ed Alberto che se la sprovoleggiava mentre Adriano rincorreva Lucrezia idealizzata ed Andrea non era ancora accolloso, quel collettivo di classe per le scritte sui muri ed il timore per la Calò..le foto della Giansanti, l'Aula 70 simbolo di lotta, l'autogestione, il 10 alla versione di greco (stupendo!), Vagnetti che gridava "Avallooooooooone" e Pietro l'anarchico rappresentante solo di sè stesso.
![]() Venne la Consalvi, V Ginnasio, del quale ricordo la mia lettura impeccabile dei Promessi Sposi (ahahahaha), amicizie rafforzate, la supplenza dell'Esposito che ci dava del "lei" e le versioni assegnate copiate puntualmente la mattina alle 8 dal quaderno di Laura, i readers della Cardarelli, le canzoni storpiate ("i readers non finiscono la notte a casa mia.." oppure Fear of the Dark dedicata al mistico Andrea), la volta che dissi ad Alberto "ma sai, comunque stavo a pensà che vorrei provà a fumà na canna" (!!!) e il primo Sabato da fattone che ebbe postumi fino al Lunedì in classe tanto da confessare ad Adriano "io me sento ancora fatto!" "no Yu, n'è possibile"..la foto di classe a fine anno coi capelli a siepe, Catullo l'amico di Fabullo, "oggi sei più froooocio del solito", Giulietta ed Eleonora sempre in banco insieme come Patriçia e Giselle e Giorgia ed Elisa, il campo scuola col Fumian che se infila dentro al letto di Adriano preoccupatissimo per una minaccia dello stesso "ma dove andiamo...fa freddo fuori!", la comitiva classe a piazza Venezia e i giretti pe via del Corso..
![]() ![]() il resto è storia di questi giorni, abbandono il mio banco, l'ultimo della fila di destra per lasciarlo in eredità a tutti quelli che passeranno per questo cammino di rovi, ricordandogli che le cose ai compiti è meglio scriversele nella parte nera perchè si vede solo controluce, che d'inverno si sta una pacchia col termosifone vicino ma che in Primavera ti trovi di fronte al bivio "o ascolto o muoio di caldo" perchè l'Ama passa tutte le mattine dalle 8 e mezza alle 9 e 15 e non senti nulla, come per il fatto che hai la porta comunicante con una classe di stronzetti che ancora si divertono e credono sia una favola ma che presto capiranno che significa odiare ed amare allo stesso tempo il legno di quella sedia e le mura bianche che proteggono e imprigionano, e sentiranno la necessità fisica del caffè di Piero la mattina e della sigaretta tra un'ora e l'altra del Brozzi..
Addio Virgilio!
5月31日 CoMMiSSiONi!!!
1976 Laurea in Lettere con indirizzo classico, presso l'Università per gli Studi di Roma, La Sapienza inoltre ha pubblicato volumi di epica e poesia di "Accordi", antologia italiana per il biennio superiore (Edizioni Sansoni Rcs) e-mail: liciaferro@iol.it giudizio: stronza e tosta
Voti: nella media Linguaggio: nella media Giudizio: dalle mie fonti risulterebbe essere esigente nell'esposizione degli argomenti ma scialla dal punto di vista valutativo e nel rapporto con il candidato ed inoltre ci sarebbe anche la possibilità che passasse qualcosa vi terrò aggiornati..sciao bèèli! 5月30日 GeNeALoGiA DeLLa MoRaLe(...) Enunciamola questa nuova esigenza: abbiamo bisogno di una critica dei valori morali, di cominciare a porre una buona volta in questione il valore di questi valori e a tal scopo è necessaria una conoscenza delle condizioni e delle circostanze in cui essi sono attecchiti(...) Si è preso il valore di questi "valori" come dato, come risultante di fatto, come trascendente ogni messa in questione; fino ad oggi non si è neppure avuto il minimo dubbio o la minima esitazione nello stabilire il "buono" come superiore, in valore, al "malvagio"(...)
Come? E se la verità fosse il contrario?
Come? E se nel bene fosse insito anche un sintomo di regresso, come pure un pericolo. una seduzione, un veleno?(...)
FriEdRiCh NiEtZsChE 5月27日 RoMa-MeSSiNa 4-3Gavettoni ed ilarità..è un altro anno che va via intanto come il coro che lambisce i taciti distinti e s'innalza come un focolare verso la porzione di cielo visibile, sempre la stessa, e piano piano s'arrende nei petti di tutti dopo essere stato frammentato in piccole voci qua e là che divengono l'imbarazzo di chi ha alzato troppo la voce mentre tutti hanno smesso..
Inizia l'estate del tifoso, quella nostalgica di Corrieri nella tasca dei pantaloni o di Super 3 in piena estate la sera in replica per vedere l'amichevole con la selezione locale, e qualche viso nuovo e qualcuno che non si vede più..
Il borgettaro col cappello della Spalnon si dovrà più portare i cartoni dietro colmi, nè Buscolino i sacchi pieni e far rime sui numeri..
<<se vedemo alla presentazione!>>
e lasci sul tuo seggiolino qualche speranza ed un po' di malinconia incompresa ai più
come gli aneddoti dei dottori in calcio o quel coro che canti più forte perchè dentro senti ci sia qualcosa
e non ti accorgi che tutti hanno smesso e stai cantando solo..
Arrivederci Curva Sud!
5月18日 iL DeSeRtO dEi TaRtAri(..)Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare. Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi di intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo. Ancora molto? No, basta attraversare quel fiume laggiù in fondo, oltrepassare quelle verdi colline. O non si è per caso già arrivati? Non sono forse questi alberi, questi prati, questa bianca casa quello che cercavamo? Per qualche istante si ha l'impressione di sì e ci si vorrebbe fermare. Poi si sente dire che il meglio è più avanti e si riprende senza affanno la strada. Così si continua il cammino in una attesa fiduciosa e le giornate sono lunghe e tranquille, il sole risplende alto nel cielo e sembra non abbia mai voglia di calare al tramonto. Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il fiume dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una sull'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire.
Chiudono a un certo punto alle nostre spalle un pesante cancello, lo rinserrano con velocità fulminea e non si fa tempo a tornare.(...)
DiNo BuZZaTi 5月11日 iNNo a RoMaO regina bellissima del mondo che fu tuo, RuTiLiO NaMaZiAnO ..in tal modo declinarono gli anni del liceo così Roma su un libro di letteratura, trascinando con sè il latino odiosamato del classico ora rimpianto. E l'epica, la storiografia e l'encomio vennero assorbite da un tenue memoriale di viaggio di un qualcuno conosciuto solo per essere la nota dissonante nel mondo che fu e non sarà mai più stato.. 5月10日 iL MaRcHeSe DeL GriLLo
<<Io non rifiuto proprio niente! Io i sacramenti me li do da solo, è chiaro o no?! Io sono stato consacrato prete e prete rimango, fino alla morte! E voi, massa di pecoroni invigliacchiti..sempre pèronti ad inginocchiarvi, a chinare la testa davanti ai potenti..adesso inginocchiatevi e chinate la testa di fronte a uno che la testa non l'ha chinata mai se non davanti a questo strumbolo qua (la ghigliottina)!! (...) E adesso pure io posso perdonare a chi m'ha fatto male.. In primis, il Papa, che si crede il padrone del cielo.. In secundis, Napoleone, che si crede il padrone della terra.. E per ultimo, il boia qua, che si crede il padrone della morte.. Ma soprattutto posso perdonare voi, figli miei, che non siete padroni di un cazzo! >> Don Bastiano prima dell'esecuzione capitale a Ripa Grande, secondo me la parte decisamente più densa di significati del film..come anche il dialogo tra Pio VII e il Marchese Del Grillo nel quale, riferendosi ad un torto fatto e non punito dalla Giustizia sulla pelle del povero giudio Aronne Piperno l'ebanista, il Pontefice dice "mio caro, la Giustizia non è di questa terra!". Immenso film con la regia di Monicelli. |
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